Salute dei dischi
In arrivo in NanoTracker per Windows e macOS.
Questo disco sta per rompersi?
Cosa avvisa davvero, e cosa sembra solo un avviso.
Togliamoci subito il pensiero, con onestà: nessun programma può dirti che un disco si romperà. Né questo né nessun altro. Quello che un disco in difficoltà fa di solito è dirlo prima — in due lingue diverse, e quasi tutti ne ascoltano una sola.
Prima lingua: quello che si sente
Sono i segnali che si notano senza nessun programma, e sono quelli su cui vale la pena agire subito.
Fermati e copia, adesso. Un ticchettio che si ripete. Un disco che sparisce e ricompare da solo. Un computer che si blocca per dieci secondi ogni volta che apri una cartella su quel disco.
Copia via quello che non puoi perdere, partendo dal file più importante, e smetti di provarlo. Un disco che si comporta così può funzionare per un altro mese o per altri sei minuti, e non c’è modo di sapere quale dei due. Ogni ora d’uso in più è un rischio che non serve correre.
Se non sta succedendo niente di tutto questo sei nel caso normale, e il resto della pagina serve a leggere bene la seconda lingua — che è dove quasi tutti si spaventano per niente.
Seconda lingua: quello che il disco conta
Ogni disco tiene decine di contatori interni. Quasi tutti servono a chi ripara i dischi. Tre dicono quasi tutto a chi ci lavora e basta.
| Il contatore | Cosa dice davvero |
|---|---|
| Settori danneggiati | Pezzi di disco che non si riescono più a leggere, e che il disco ha sostituito in silenzio con altri di scorta. È quello affidabile. Zero è normale. Una manciata comparsa anni fa e mai cresciuta è storia passata. Un numero che cresce è l’avviso più chiaro che un disco sappia dare. Cosa sono, per esteso → |
| Ore di lavoro | Età, non pericolo. Sessantamila ore sono circa sette anni di lavoro continuo, e moltissimi dischi le superano in perfetta salute. Non dice che il disco si romperà: dice che quello non è più il posto dove tenere l’unica copia di qualcosa. |
| Errori sul cavo | Non è il disco: è il collegamento. Il computer rilegge il dato e non si perde niente. Tre errori in sette anni non sono niente. Tre questa settimana sono un cavo che sta cedendo, e si risolve con un cavo nuovo. |
Cosa sembra allarmante e non lo è
È da qui che arriva quasi tutta la preoccupazione, e quasi tutta è fuori posto. Metà dei programmi che leggono questi numeri te li mostrano grezzi e ti lasciano spaventare da solo.
| Quello che vedi | Perché non è il problema |
|---|---|
| Un contatore di usura a 98 su 100 | Misura il consumo previsto, non un guasto. Con zero settori danneggiati, un disco non si sta rompendo perché un numero è sceso di due. |
| Una temperatura che spaventa | Quasi sempre è la massima mai raggiunta, non quella di adesso. Un pomeriggio caldo di tre anni fa resta scritto per sempre. |
| Numeri enormi — 38.799.312 «errori» | I costruttori impacchettano più contatori dentro lo stesso numero. Letto alla lettera non significa niente. Su certi dischi quel campo non conta errori per niente. |
| «Stato S.M.A.R.T.: OK» | La trappola opposta: rassicura e non dovrebbe. Quell’autodiagnosi passa fino all’ultimo momento utile. È un’informazione, non una garanzia. |
| Il disco ha sette anni | L’età da sola non predice niente su domani. Cambia cosa conviene tenerci sopra, non quanto sia probabile che si fermi stanotte. |
Un avviso che scatta per niente è peggio di nessun avviso. Dopo il secondo allarme falso non lo guarda più nessuno — e così resta non letto anche quello che contava.
E allora cosa faccio?
Tre situazioni, e una sola è urgente.
Nota che in due casi su tre la risposta giusta è non fare niente e smettere di preoccuparsi. È la parte che non ti dice nessuno, ed è il motivo per cui al terzo caso vale la pena credere quando arriva.
Dove un programma aiuta, e dove no
Tutto questo lo puoi leggere da solo con un programma gratuito, una volta, oggi. La parte difficile non è leggerlo: è sapere quali numeri contano, e accorgersi quando uno comincia a muoversi.
NanoTracker legge gli stessi contatori e dice cosa significano in parole semplici — e scrive non verificabile invece di inventare un verdetto quando un contenitore non lascia passare la domanda al disco. E prende una lettura al giorno, quindi confronta oggi con il mese scorso invece di mostrarti un istante solo. Fra «otto settori danneggiati» e «otto da settembre» c’è tutta la differenza.
Quello che non fa è prevedere qualcosa, e non farà finta del contrario. Come riporta la salute dei dischi →
Domande frequenti
Un programma può dirmi che un disco sta per rompersi?
No. Tutti gli strumenti, il nostro compreso, leggono contatori che il disco stesso tiene. Quei contatori descrivono quello che è già successo, non quello che succederà. Un disco che ha cominciato a sostituire settori danneggiati ti sta dicendo una cosa vera e su cui vale la pena agire — ma è una misura, non una previsione, e chi te la vende come previsione ti sta vendendo paura.
Il mio disco esterno fa un ticchettio. È grave?
Un ticchettio che si ripete, un disco che sparisce e ricompare, o un computer che si blocca quando apri una cartella su quel disco: trattali tutti e tre come il disco che ti chiede di fermarti. Copia via quello che non puoi perdere, partendo dal file più importante, e smetti di provarlo. Ogni ora d’uso in più è un rischio che non serve correre.
Il disco dice che il suo stato S.M.A.R.T. è OK. Basta quello?
No. Quell’autodiagnosi continua a dire OK fino all’ultimo momento utile: è fatta per segnalare un disco che ha già superato le proprie soglie, non uno che si sta deteriorando. È un’informazione, non una garanzia, ed è il motivo per cui i contatori sotto contano più del verdetto sopra.
Quando un disco esterno è troppo vecchio?
Non esiste un’età alla quale un disco diventa pericoloso. Sessantamila ore sono circa sette anni di lavoro continuo, e un disco può superarle senza niente che non vada. Quello che l’età cambia non è il rischio che questo disco si rompa domani: è quanto abbia senso tenerci sopra l’unica copia di qualcosa.
Una temperatura alta vuol dire che il disco sta morendo?
Di solito stai guardando la temperatura massima mai registrata, non quella di adesso. Un pomeriggio caldo di tre anni fa resta scritto per sempre. La temperatura di adesso merita un’occhiata; il picco del passato è storia.
Il disco lo sapeva. Adesso lo sai anche tu.
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